Gloria Polo, conclusioni dello studio di Flaviano Patrizi

Nel libro “Illusione o realtà, studio critico sulla testimonianza della dott.sa Gloria Polo e le esperienze di Premorte”, Flaviano Patrizi affronta l’affascinante argomento delle Esperienze di Premorte (EPM). Il percorso di studi delineato nel libro «permette di poter rilevare che le EPM sono un reale “indizio” dell’esistenza dell’anima e della sua immortalità, di una vita oltre la vita e di una realtà spirituale trascendente (ipotesi trascendentale)». Inoltre lo studio evidenzia che le EPM «risultano essere “rivelazioni” più o meno parziali dell’amore di Dio e un invito a vivere nell’amore incondizionato».

Nell’applicare le acquisizioni della ricerca sulle EPM alla testimonianza di Gloria Polo, Flaviano Patrizi mette in luce aspetti dell’esperienza della dottoressa Polo che potrebbero sfuggire. Con il permesso dell’autore, li presentiamo qui di seguito.

«Innanzitutto l’EPM di Gloria è tecnicamente una esperienza multipla. La prima EPM da lei vissuta rientra nella categoria delle EPM «piacevoli»[1] e la seconda in quella delle rare EPM «dolorose»[2] di terzo e quarto tipo. Già questi due elementi la rendono interessante rispetto agli innumerevoli resoconti di EPM, ma ciò che andrò scrivendo metterà in luce la sua eccezionalità. La ricerca fin qui svolta, infatti, mi permette di individuare alcuni elementi dell’esperienza della dott.sa Gloria Polo i quali dimostrano che Gloria:

  1. ha avuto una reale Esperienze Extra Corporea (EEC),
  2. che ha fatto un viaggio in una dimensione ultraterrena
  3. e che tutto ciò è stato voluto dal Creatore della vita.

L’ EEC di Gloria è infatti indubitabile per tre motivi:

  1. Gloria racconta che mentre il suo corpo era disteso a terra in un vialetto dell’università la sua coscienza o anima si è trovata a chilometri di distanza dal luogo dell’incidente presso sua cognata, ignara dell’incidente, e la vide svenire. È lecito pensare che questa visione sia frutto della sua mente, ma non è così perché quando Gloria uscì dal coma e raccontò questo episodio da lei visto alla stessa cognata, questa le disse che era svenuta veramente nel luogo e nel momento in cui Gloria l’aveva vista! Gloria quindi ha effettivamente visto un fatto reale accaduto nel mondo materiale a chilometri di distanza dal suo corpo incosciente.
  2. Gloria racconta un altro fatto simile mentre era fuori del suo corpo: dice di essersi trovata presso sua figlia maggiore che ignorava la sorte subita dalla sua mamma. Racconta inoltre che l’abbracciò. Anche qui, potremmo pensare che questo episodio sia un frutto della sua mente, ma non è così, perché la figlia ha testimoniato che ciò è avvenuto realmente, avendo lei percepito distintamente la presenza dell’anima di Gloria e il suo abbraccio. Gloria quindi ha effettivamente agito nel mondo materiale a chilometri di distanza dal suo corpo incosciente.
  3. Gloria infine racconta che, mentre era fuori del corpo e stava ascendendo verso una luce meravigliosa, incrociò lo sguardo di suo marito Fernando, presente all’incidente. Ebbene in questo caso addirittura Fernando vide realmente l’anima di Gloria e incrociò il suo sguardo sperimentando quella particolare esperienza che viene chiamata dagli studiosi “visioni in punto di morte”[3] e addirittura testimoniò di avere visto l’anima di Gloria fuori dal suo corpo anche prima che Gloria potesse raccontarlo, essendo ancora in coma. Fu preso per pazzo da tutti i parenti. Quando però Gloria raccontò due giorni dopo l’uscita dal coma questo episodio ad una sua sorella medico, unico parente che poteva farle visita nella stanza del reparto di rianimazione della clinica San Pedro Claver di Bogotà, questa sorella comprese ― come lo comprendiamo anche noi ― che Fernando e Gloria non potevano raccontare la medesima esperienza se non perché o si erano messi d’accordo primo dell’incidente o perché l’avevano vissuta realmente. Beh, valutate voi… Se fosse vera l’ipotesi dell’accordo previo, significherebbe che Gloria aveva preventivato la folgorazione! Cioè un fatto raro e per giunta imprevedibile. Vi pare possibile?

Riassumendo, mentre Gloria era fuori del corpo vide, agì nel mondo materiale, e fu vista. Siamo qui di fronte alla prova di una attività di coscienza slegata dal corpo fisico e quindi siamo di fronte alla prova dell’esistenza dell’anima.

Gloria non racconta però solo di essersi trovata fuori del suo corpo fisico a vagare in questo nostro mondo materiale, ma afferma di essersi trovata in una dimensione ultraterrena. C’è un indizio che avvalli l’ipotesi di un reale viaggio dell’anima di Gloria in questa dimensione ultraterrena? Sì, c’è un elemento della sua esperienza che funge da indizio: l’incontro nell’aldilà durante la sua prima esperienza di premorte con un uomo di cui Gloria ignorava l’identità. Solo alcuni anni dopo la sua esperienza di premorte Gloria apprese che quell’essere luminoso da lei incontrato era un uomo reale ed aveva attinenza con la sua vita: era infatti il defunto fondatore dell’ordine nel quale la figlia maggiore di Gloria, quella che aveva percepito l’abbraccio della mamma, stava provando un’esperienza di vita religiosa. Era il beato italiano Francesco Spinelli.

Alcuni potrebbero obiettare che quest’incontro di Gloria sia stato frutto o di una traccia di memoria emersa in lei durante la fase di coma o di una semplice allucinazione, ma sono due obiezioni infondate perché Gloria non aveva mai visto prima quell’uomo e quindi non poteva essere nella sua memoria ed inoltre non può essere stata una semplice allucinazione perché nella realtà si è potuta constatare l’esistenza di quest’uomo.

La credibilità del viaggio di Gloria in una dimensione ultraterrena è suffragata da tre fatti scientificamente inspiegabili avvenuti nel corpo di Gloria dopo l’uscita dal coma e testimoniati dai dottori che l’avevano in cura. Tali fatti oggettivi avallano l’ipotesi di un intervento divino nella vicenda di cui Gloria è stata protagonista, posto a sigillo di garanzia del reale viaggio di Gloria in una dimensione ultraterrena:

  1. A causa nella necrosi per le bruciature subite nella folgorazione i medici circa un mese dopo l’uscita dal coma di Gloria avevano preso la sofferta decisione di amputarle le gambe, ma il giorno dell’operazione le gambe di Gloria si rivitalizzarono miracolosamente[4].
  2. Nella folgorazione Gloria perse il seno. Ebbene, un anno e mezzo dopo la folgorazione il seno le è ricresciuto in una notte, mentre stava dormendo. Gloria si accorse del nuovo seno mentre si faceva la doccia.
  3. Ma c’è di più ancora, anche se sembra impossibile! La folgorazione provocò a Gloria la bruciatura delle ovaie. Il suo dottore curante nel descriverle la situazione delle sue ovaie le disse: “sono diventate come due acini di uva passa”. Erano proprie rinsecchite. La loro funzionalità era stata irrimediabilmente compromessa e quindi Gloria non avrebbe mai più potuto avere figli. Un anno e mezzo dopo l’incidente, però, Gloria è rimasta inspiegabilmente incinta e nove mesi dopo ha dato alla luce una bambina sanissima che allattò al suo proprio nuovo seno.

Chi può compiere queste atti creativi soprannaturali se non Colui che è il creatore della vita? Pare proprio che la logica soggiacente a questi tre fatti scientificamente inspiegabili sia la stessa dell’episodio evangelico riguardante la guarigione del paralitico[5]. In esso infatti Gesù, vedendo la fede del paralitico e dei suoi accompagnatori, dice: «Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati», ma siccome alcuni astanti mettevano in dubbio quella sua azione invisibile, Gesù continua dicendo: “Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa infatti è più facile: dire ti sono perdonati i peccati, oppure dire alzati e cammina? Ma, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati: Àlzati ― disse allora al paralitico ―, prendi il tuo letto e va’ a casa tua”. Ed il paralitico si alzò ed andò a casa sua. Così è successo anche nella vicenda di Gloria: perché potesse essere creduto l’invisibile e soggettivo viaggio in una dimensione ultraterrena di Gloria, in cui ricevette il perdono di Dio e la missione di testimonianza, il Creatore della vita ha dovuto realizzare i tre visibili e oggettivi prodigi scientificamente inspiegabili.

L’EPM della dottoressa Gloria Polo è dunque eccezionale, ma oltre ciò è anche una «rivelazione privata»[6] riguardante l’aldilà. Siccome essa è data all’interno della Chiesa Cattolica, il suo contesto teologico di riferimento è quello della teologia cattolica[7] e il suo corretto criterio interpretativo è quello dell’«analogia della fede»[8] secondo il quale gli eventuali passi meno chiari della testimonianza vanno interpretati a favore della corretta fede cattolica. La rivelazione privata ricevuta da Gloria Polo per mandato divino è diretta principalmente, ma non esclusivamente, ai cristiani cattolici. I fatti eccezionali da lei vissuti – l’abbraccio percepito dalla figlia, la vista dello svenimento della cognata. la «visione in punto di morte» del marito di Gloria, la rivitalizzazione degli arti inferiori di Gloria, la ricrescita del seno e l’essere rimasta incinta – sono segni miracolosi che avallano l’ipotesi di un intervento di Dio, posto a sigillo di garanzia dell’autentica esperienza soprannaturale di Gloria Polo, realizzatasi nel luogo spirituale posto tra le porte del cielo e dell’inferno».


[1] Si veda Flaviano Patrizi, Illusione o realtà, studio critico sulla testimonianza della dott.sa Gloria Polo e le esperienze di Premorte, Himmel associazione, 2014, pp. 25-29.

[2] Ivi, p. 29-31.

[3] Cfr. Peter & Elisbeth Fenwick, The truth in the light, cit. In questo studio i coniugi Fenwick riferiscono di una certa Barbara che assisteva sua sorella morente per un cancro ed era terrorizzata dalla prospettiva della morte. Tenendola per mano, Barbara poté avere la visione del viaggio iniziale di sua sorella nel morire: la accompagnò nel tunnel, giungendo alla sua fine, delimitata da un finestrone; sua sorella lo attraversò entrando nella luce, rappresentata da un giardino pieno di fiori, dove l’attendevano vari parenti defunti. La morente ruotava su se stessa con le braccia alzate e la chiamava, invitandola a raggiungerla. Barbara rispose che non poteva e si sentì risucchiare verso il proprio corpo. Guardò sua sorella che riposava tranquilla e questa cessò di vivere poche ore dopo.

[4] Per il chirurgo Mario Daniels fu miracolo. Cfr. Esta es la historia, cit.. Vd. qui nota 12, p. 14.

[5] Cfr. Mt 9,1-8.

[6] Per una definizione del concetto di «rivelazione privata» si veda qui nota 174, p.115.

[7] Vd. Catechismo della Chiesa Cattolica, cit., nn. 1010-1060.

[8] Ivi, n. 114.

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